Perché credere nel Cuore dei Lego.

“Ah quindi tu a 35 anni giochi con le costruzioni?”
“Sì” e sorrido.

Perché dopo le iniziali ritrosie dettate da preconcetti costruiti dalla società, che ci impone di “crescere” senza spiegarci bene cosa significhi e come funzioni, quel che vedo sono sguardi di meraviglia e ammirazione. Gente che indica e ricorda il proprio passato, la propria infanzia, la propria adolescenza, racchiuse in un guscio fatto di mattoncini colorati.

Io quel guscio l’ho rotto, tanto con i Lego si può sempre rimontare tutto, e ne sono uscito.

Ho trovato un gruppo di persone che sono Architetti, Ingegneri, stimati professionisti e tutti amano ancora giocare con le costruzioni.
Perché?

“Perché no?” è la domanda corretta.
“Eh ma poi si cresce…”
“No, permettimi, è incorretto. Da piccolo giocavo a calcio e con le costruzioni. Da grande gioco a calcio e con le costruzioni. Perché se a 40 anni giochi a tennis, a calcio, a golf… va bene… e invece le costruzioni non vanno bene? Guarda, milioni di persone incollate al monitor a guardare gente che gioca a calcio… è sempre un gioco!”

Ed è esattamente così. Quanti di noi vorrebbero… ma non possono? La mia risposta è “non te lo vieta nessuno”. Sì, cosa penserebbe tua moglie se tornassi a casa con l’ultimo set Lego? Non lo so. La mia compagna sa che io faccio così, e apprezzandomi, mi capisce. E quando vede quello che faccio con i miei pezzi, rimane affascinata per prima.

Allora, tu, lettore casuale, sei sul posto giusto al momento giusto. Ricorda che quel che siamo è quel che siamo stati. La prossima volta che passi davanti all’angolo Lego del tuo negozio di giocattoli, pensa a quelli di Romabrick che tra un lavoro e l’altro girano l’Italia con le loro costruzioni e sappi che se un giorno vuoi venire a farci un saluto, saremo qui, ognuno a raccontarti la sua storia che in fondo in fondo… è la storia di tutti noi.

Shintaku – RB

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