Ci risiamo: con LEGO® si guadagna!

Estate, scarsità di notizie, eppure bisogna stamparli i giornali (o riempire le homepage…), per cui ecco i soliti scoop che tali non sono.

Varie testate internazionali stanno pubblicando articoli dove si dice, più o meno, che LEGO è un investimento più remunerativo di oro e azioni.

Non tarderanno i relativi articoli della stampa italiana, per cui preparatevi ad essere sommersi dalla solita tempesta di mezze verità e tremende esagerazioni. Come AFOL, e soprattutto come sostenitore del gioco intelligente, mi sento di avvertire gli sprovveduti che pensano di realizzare facili guadagni con poco sforzo.

Quindi per prima cosa, una bella ripassata all’articolo che scrissi a suo tempo (era il gennaio 2013…).

Letto? Avete le idee un po’ più chiare ora? Pronti per altre brutte notizie?

Tutti gli articoli riportano come esempio il famoso set 10179 del Millennium Falcon, edizione per collezionisti. In origine venduto a 500 dollari americani, viene oggi valutato intorno ai 3.000-5.000 dollari americani.
Ma occorre tenere presente che:

  • Ne esistono pochi esemplari
  • E’ l’unico set ad avere questo valore oggi
  • E’ un set del 2007, andato fuori produzione nel 2010, quindi chi lo ha acquistato ha tenuto fermo il capitale per oltre 5 anni

Pochi giorni fa, LEGO ha annunciato la “ristampa” di un set di successo del 2009, il Negozio di giocattoli del tema “Villaggio Invernale“. Le differenze fra il vecchio set ed il nuovo sono veramente poche e saltano all’occhio solo all’appassionato: alcuni pezzi in nuovi colori (il salvagente in verde), qualche dettaglio differente, qualche pezzo nuovo (l’orsacchiotto), ma in sostanza lo stesso identico set.

Venduto in origine a 60 euro, si trova oggi (nuovo imballato) con prezzo medio fra i 160 e i 200 euro. E’ troppo presto per dire se l’annuncio della ristampa ha avuto qualche effetto, ma il segnale è, secondo me, chiaro: niente speculazioni!

Ricordiamo che si parla di un gioco, pensato per stimolare creatività ed affinare abilità manuali e cognitive, e (sempre secondo me) LEGO® non ha alcun interesse a trasformarlo in un oggetto da collezionisti, esposto ad interessi economici e speculativi dannosi e sproporzionati.

Poi, basta farsi due calcoli: ho, diciamo, 20.000 euro da investire; compro set LEGO per l’intera cifra, poi devo tenere imballati e immagazzinati alcuni metri cubi di scatole, e li tengo ad “invecchiare” per almeno 4 anni. Prendendo ad esempio il set dell’Opera House (10234), oggi costa 280 euro. Con 20.000 euro devo riuscire a comprare ben 71 scatole, per un volume di 3,4 metri cubi e 400 kg di peso. Ed è un problema anche reperirle, 71 scatole: se andate sul sito LEGO, ne potete comprare solo cinque esemplari, poi dovete rivolgervi a prestanome e altri canali di distribuzione, e non è un caso, ma una precisa politica di vendita LEGO: il set deve essere disponibile per più bambini possibile.

Per guadagnarci altri 20.000 euro devo:

  • Sperare che il set aumenti di valore nei quattro anni successivi, almeno il doppio
  • Sperare che sia un set “ricercato” dai collezionisti, e non è proprio detto. Ci sono set promettenti che alla fine chi li aveva ha guadagnato di più vendendo i pezzi al kg…
  • Sperare che esistano abbastanza collezionisti disposti a comprare a quel prezzo
  • Sperare che nessuno ne abbia comprati in quantità industriale (legge domanda-offerta…)
  • Nella migliore delle ipotesi, riuscire a vendere 71 scatole tramite i siti appositi o durante gli eventi degli appassionati senza problemi ed incidenti

Quanto lavoro serve? Quanti collezionisti?

Se pensate di sedervi e veder crescere l’albero degli zecchini d’oro, beh vi meritate proprio il gatto e la volpe…

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