I rischi del mattoncino (e poi la chiudiamo qui)

Come volevasi dimostrare, ieri sono stato “intervistato” da un giornalista che, dei 46 minuti di conversazione ha riportato solo una microscopica parte.

Prima di tutto, ci tengo a precisare che io non sono esperto di niente, e soprattutto non posso assolutamente parlare a nome di LEGO® (e me ne guardo bene). Posso esprimere opinioni assolutamente personali, che tali rimangono.

Fra le tante cose non riportate ci sono i rischi per gli speculatori e i disagi per i collezionisti, ed il fatto che stiamo parlando di un gioco (il gioco del millennio, tanto è geniale) dedicato a tutti, ma andiamo con ordine.

Specula, specula, e la bolla scoppierà

Se arrivano gli speculatori, al solito, come in tutte le situazioni dove si intravvede il guadagno “facile”, si formerà la “bolla”, che prima o poi scoppierà. Quello sarà il momento dove gli appassionati veri del mattoncino potranno finalmente acquistare vagoni di mattoncini a prezzi convenienti. Non aspetto altro.

Ma prima della bolla arrivano i parassiti: truffatori e profittatori di vario genere.

Volete un esempio? Andate su e-bay e cercate il famigerato Millennium Falcon UCS, quello riportato da tutti gli articoli come principe degli investimenti fruttiferi.

Fra le offerte ve ne sono alcune allettanti che in realtà vi vendono un Millennium Falcon che non è mai esistito, ed il come è presto detto: se si prende Bricklink e si vede l’inventario dei pezzi che costituiscono il set, nulla vieta di acquistare i pezzi sfusi per creare dal nulla un esemplare del Millennium Falcon, con una spesa inferiore ai 400-500 euro. Ad un collezionista saltano però subito agli occhi una serie di incongruenze:

  • Niente adesivi
  • Niente istruzioni
  • Niente minifig
  • Alcuni pezzi sostituiti con altri

Questo perché adesivi, istruzioni e minifig implicano che abbiate il set originale (cosa che in quegli annunci non è). Inoltre i pezzi sostituiti lo sono perché quelli originali sono irreperibili o hanno un costo esorbitante. Un esempio il pezzo #32555: il Millennium Falcon originale ne usa 16 di colore giallo, ma se andate a comprarli su Bricklink costano in media 5 euro l’uno usati e oltre 7 euro l’uno nuovi, da soli costerebbero oltre 110 euro. Tanto è che in uno dei “taroccati” in vendita sono sostituiti con la variante nera, che costa poco più di un euro al pezzo. Per non parlare del pezzo #47996: ne servono due grigio chiaro, per un totale di oltre 400 euro. Tanto che c’è qualcuno su e-bay che ne vende delle repliche realizzate con la stampa 3D a 99 dollari l’una.

E va bene, direte voi, ma che cambia? Cambia che NON E’ IL MILLENNIUM FALCON, #10179. State acquistando un falso. Provatevi a vendere una cosa simile ad un collezionista, e la vostra avventura nel mondo degli “affari” durerà meno di una falena di giorno.

Appassionati collezionisti

Occorre distinguere fra collezionisti puri, appassionati puri, collezionisti appassionati e collezionisti “affaristi”. In fondo è lo stesso per tutti gli ambienti del collezionismo, che riguardi francobolli, quadri o fumetti.

  • Il collezionista puro prende e pretende solo e soltanto set originali, in scatola chiusa e imballata, intatta. Molto probabilmente non aprirà mai la scatola.
  • L’appassionato puro compra i mattoncini ed i set per giocarci: una scatola chiusa regge poche ore nelle sue mani
  • Il collezionista appassionato ha varie gradazioni dei due precedenti tipi: c’è quello che acquista i set che non ha potuto permettersi da ragazzo, o che aveva da bambino, andati poi dispersi; c’è quello che spende una fortuna per il treno merci originale degli anni 80 in scatola chiusa, per poi aprirla per il suo compleanno o per Natale a mo’ di regalo.
  • L’affarista è il collezionista che tende a fare affari sfruttando i tre tipi precedenti. Per carità, non è una cattiva persona, anzi, spesso grazie a lui gli appassionati possono mettere le mani sui set tanto desiderati da ragazzo.

I problemi nascono quando arriva lo speculatore, che punta solo al profitto “facile”. La brutta notizia è che il profitto “facile” con i mattoncini è una balla, niente altro.

Se avessi 100 scatole originali del Millennium Falcon, avrei sicuramente un capitale, ma totalmente virtuale fino a quando non vendo le scatole. E dovrei vendere le scatole a 100 persone diverse in 100 transazioni. Avete idea della fatica e del lavoro necessario (e delle rogne) per vendere 100 scatole su e-bay o su Bricklink? La fanno facile, i giornali, ma vorrei proprio vederli all’opera.

E se invece avessi comprato 100 scatole del #10215 o del #7962? Vi risparmio i calcoli: nel primo caso riprenderei a malapena i soldi spesi, senza calcolare inflazione e svalutazione, nel secondo caso avrei perso oltre il 30%, più svalutazione e inflazione.

Il più bel gioco del millennio

Da AFOL mi sento di dire solo una cosa: lasciateci giocare in pace. E fateci giocare i bambini, che saranno gli adulti di domani.

LEGO promuove una iniziativa chiamata “Build the Change”, che è stata presentata anche all’evento ItLUG di LECCO 2015. Ero presente e non avete idea di quello che sono riusciti a tirar fuori i piccoli che hanno partecipato. Tre erano i temi ricorrenti: l’esplorazione spaziale, l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, scelti e presentati autonomamente dai partecipanti.

Volete specularci sopra? Accomodatevi. I collezionisti e gli appassionati non sono gente da prendere alla leggera.

Basta così, argomento chiuso. Vado ad aprire la scatola della Ferrari F40 che mi sono regalato il mese scorso, azzerando il suo valore di mercato perché la scatola non è più chiusa e imballata. Ma non me ne importa niente perché l’ho comprata per giocare.

3 pensieri su “I rischi del mattoncino (e poi la chiudiamo qui)

  1. La penso esattamente così anch’io. Oggi i giornali hanno fatto brillare gli occhi a un po’ di gente, ma io ho pensato che avere una scatola che potrebbe valere 3000 euro, non vuol dire avere 3000 euro sul conto. Con i tempi che corrono, in Italia, chi te la compra? Tanti articoli mi sembrano costruiti ad arte per distogliere il lettore da ben altro. Poi, che la Lego passi un buon momento economico mi fa molto piacere, soprattutto per chi ci lavora. Ma finisce lì.

  2. Grande! Purtroppo c’è sempre chi rovina le cose più belle. Quello che questi signori non sanno è che i Lego sono un gioco eterno e che in realtà sono molto più di un gioco: i Lego sono creatività, divertimento, arte, architettura, matematica, meccanica e tanto altro, l’unico limite che hanno è la fantasia di chi li usa.
    Sono stata a Lecco: http://www.mammaalcubo.org/catapultati-in-un-mini-mondo-di-lego/ e anche io ho notato la bellezza delle creazioni dei bambini, la loro immaginazione, la loro speranza. Altro che speculazione!

  3. Vero ma a volte ho il dubbio che sia Lego stessa ad alimentare certe speculazioni quando toglie dal mercato alcune scatole di una serie molto presto lasciando altre per tempi normali. Oppure quando alcuni modelli li limita solo a certi paesi. Faccio un esempio… Voi avete visto in un negozio la 10228? Io ce l’ho… Reperita a fatica… O perche’ ora se ne escono con una seconda versione del negozio di giocattoli del winter village? Perche’, mediamente, le barche dei pirati durano pochi mesi mentre nella stessa serie i set piu’ piccoli magari restano anni? Perche’ alcuni modelli come il maggiolino Wolkswagen escono subito di commercio mentre altri come il furgone bianco-rosso restano anni?
    Forse se Lego fosse piu’ chiara e trasparente … Soprattutto piu’ lineare… con i tempi di uscita e con la distribuzione nei negozi e nei paesi… queste cose non accadrebbero.

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