The LEGO architect – intervista a Tom Alphin

The LEGO architect - coverNon credo esista al mondo individuo, adulto o bambino, che con qualche mattoncino non abbia mai costruito una “casetta”: questo tipo di costruzione è la rappresentazione più immediata e spontanea di ciò che si può realizzare col LEGO.

Nel corso degli anni è notevolmente aumentata la varietà di pezzi e di colori che ha consentito di riprodurre con pochi elementi opere di architettura esistenti; nel 2008 la LEGO ha iniziato la fortunata serie Architecture, grazie a questi set molte persone interessate all’architettura si sono riavvicinate al LEGO riaccendendo sopite passioni, tra questi segnaliamo Tom Alphin, autore del nuovissimo libro The LEGO architect.

The LEGO architect - postacrdsTom Alphin, che abbiamo contattato direttamente e che molto gentilmente ci ha inviato le cartoline promozionali che vedete qui sopra, non è un architetto e neanche un addetto ai lavori, è un programmatore alla Microsoft ma ha sempre avuto una passione per l’architettura che lo ha portato a collezionare tutti i set della serie Architecture e successivamente a scrivere questo libro in cui ha riassunto la storia di diversi stili architettonici tradotta in bricks, la sua opera è il frutto di un lungo lavoro di ricerca scegliendo tra i migliori artisti le opere più significative che riescono, attraverso la semplificazioni inevitabile dovuta ai limiti del materiale, a rendere perfettamente l’idea dell’edificio riprodotto. Abbiamo approfittato della sua disponibilità per porgli una paio di domande.

Nonostante gli evidenti vincoli di forme e dimensioni pensi comunque che il LEGO sia un buon materiale per i modelli di architettura?

Penso che il LEGO sia un fantastico materiale per imparare molto sull’architettura, dato che i mattoncini di plastica sono ormai onnipresenti hanno un grande richiamo e sono dunque un modo molto accessibile per costruirsi i propri modelli [architettonici].
Ho sentito da molti architetti che modelli architettonici costruiti in LEGO risultano più attraenti al pubblico rispetto a quelli tradizionali e questo potrebbe essere un modo nuovo per accostarsi ai clienti.
Probabilmente per alcune architetture complesse e non ortogonali come i lavori di Frank Gehry o Santiago Calatrava non è il miglior materiale utilizzabile.

Qual è il tuo set LEGO Architecture preferito?

Ho tutti i modelli della serie, devo ancora costruire la Robie House e Marina Bay Sands. Sono abituato a costruirli non seguendo le istruzioni (tranne Fallingwater), li tratto come un puzzle in 3D, mi baso sulla fotografia della scatola.
Tra i piccoli set ritengo che i migliori siano lo Space Needle, incredibilmente verosimile con così pochi pezzi, e il Big Ben, molto dettagliato esteriormente. Mi piacciono tutti i modelli grandi specialmente quelli con molti particolari come La fontana di Trevi e il Louvre. Comunque la Casa Bianca resta una dei migliori set nonostante l’uso di semplici tecniche di costruzione.
Mi auguro che tra i prossimi modelli della serie ci saranno il Centre Pompidou, il Burj Al Arab, altre opere di Frank Lloyd Wright e naturalmente il Chrysler Building.

Tornando al suo libro, ha meritato la copertina il superbo lavoro di Ken Parel-Sewell: l’Unité d’Habitation di Le Corbusier. L’edificio è riproposto in micro-scale, ovviamente non poteva essere una copia perfetta dell’originale ma Ken è riuscito egregiamente a raccontare l’essenza di questo capolavoro dell’architettura brutalista.

LEGOarchitect modelloCon questo libro avrete la possibilità di costruire 12 modelli utilizzando i pezzi del set Architecture Studio più una piccola integrazione, trovate la lista completa qui.

LEGOarchitect pagine“The LEGO architect” è disponibile dalla fine di settembre presso Amazon.com, per il momento è possibile acquistarlo solo sul sito americano, speriamo possa arrivare in Europa a breve.  da Amazon.it e da ibs.it

5 pensieri su “The LEGO architect – intervista a Tom Alphin

  1. Pingback: The LEGO architect – il libro | domenico franco architettura e fotografia

  2. Buongiorno ho appena sentito l’intervento di Domenico Franco su Roma Città futura ma dovè la mostra dei lego a Roma? l’indirizzo esatto? forse mi è sfuggito!

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