Old IS Gold

Mentre compriamo (per noi o per bambini) i Ninjago o i Nexo Knights, sono vivide nella nostra memoria le immagini di quello che era LEGO quando eravamo piccoli. Quando i temi erano solo Duplo, Città, Castello, Spazio e Technic. E poi, un po’ di tempo dopo, i pirati. La prima età dell’oro di LEGO è definita dagli AFOL come i quindici (circa) anni trascorsi a cavallo degli anni 80 e la prima metà degli anni 90.
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Per molti di noi l’infanzia è stata da qualchecart-legocastellogiallo parte in quella quindicina di anni, o se non l’infanzia almeno l’adolescenza. Quegli anni dorati che poi hanno segnato il nostro ingresso nel mondo LEGO. Chi si è fatto affascinare dai modelli City, spesso soprattutto i modelli riguardanti il treno che finalmente portava un’alternativa al ferromodellismo. Chi si è fatto conquistare dai colori blu e grigio tipici del Classic Space, e da quel logo che ancora oggi stimola la fantasia e viene riportato in diverse minifigures moderne, come splendido omaggio di LEGO ai gloriosi tempi andati (tributo massimo l’Astronave di Benny, davvero un bel regalo). Chi invece si faceva rapire dal Classic Castle! Crusaders, Black Falcon, Royal Knights… ce n’era per tutti i gusti.
Lego-ambulanza-pubblicità-Topolino-maggio-1976 Lego_barche_Topolino-1431_maggio_1983Ed anche gli appassionati di Technic avevano il loro bel daffare! Prima dell’invenzione dei liftarm, infatti, venivano utilizzati i brick… ma le potenzialità erano già infinite!
Per ultimi si aggiunsero alla famiglia LEGO i pirati, con i loro volti finalmente decorati in un’espressione diversa dal classico sorriso. Con nuovi animali (pappagalli, squali, scimmie) e con nuovi elementi che portavano LEGO in un’altra dimensione. Magari pensiamo, a volte che quell’età dell’oro l’abbiamo sopravvalutata un po’ troppo. Invece non è così. Era davvero un’età dell’oro, dopo LEGO per alcuni problemi (di cui parleremo in un prossimo articolo) dovette
fare un piccolo passo indietro, proponendo anche contestualmente dei modelli che ebbero poco successo. Fu difficile approcciarsi all’età dei videogiochi sempre più potenti sul mercato che spingevano le giovani leve a distaccarsi dai giocattoli fisici per abbracciare quelli virtuali.

LEGO però ne pub_legoland_lego_1983_the_80s_database..è uscita, con diverse innovazioni e ne abbiamo tratto tutti un’enorme vantaggio. Ma quello che ci fa tornare indietro è sfogliare le pagine dei cataloghi vecchi, vedere le vecchie istruzioni. Trovarsi a montare un set di quando si era più piccoli. In questo ebay e bricklink aiutano moltissimo. Ci permettono di dare vita, una volta di più, ai nostri vecchi sogni. E i sogni non muoiono mai. Certo, realizzato il set e completato ci rendiamo conto che sono architettonicamente più semplici di quelli odierni. Le case e le caserme non avevano la parete sul retro. I personaggi avevano tutti lo stesso taglio di capelli. In generale tutti gli edifici erano più squadrati mentre oggi sono stati inventati elementi curvi. Oggi gli elementi sono tanti, tantissimi, ma è innegabile che quelle vecchie glorie hanno un fascino. E in molti casi ricostruire i propri vecchi set è davvero anche economico, a meno che non si tratti di pezzi rari, cosa che può capitare soprattutto per quelli decorati, generalmente i set si ricostruiscono con poco sforzo. L’unico piccolo ostacolo sono i colori che non sono più in produzione. Sono tre e sono definiti come Light Gray, Dark Gray, Brown, Pink (quelli nuovi sono definiti rispettivamente Light Bluish Gray, Dark Bluish Gray, Reddish Brown, Bright Pink, per le loro tonalità che sconfinano leggermente nel bluastro e rossastro o per il colore più acceso). Ma a parte questo, i modelli sono facilmente ricostruibili e ci sono tonnellate di mattoncini nelle esposizioni e nel web per ripartire.

Perché l’età dell’oro di LEGO è il nostro oro!

Jody Padulano

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