Intervista ad Henry Pinto

Salve,

ho personalmente intervistato Henry Pinto, autore del Gundam che ha generato tante controversie recentemente perché pubblicato dall’azienda cinese di cloni Lepin come in prevendita, nonostante lo stesso Pinto non sia minimamente coinvolto nel progetto.
Ecco cosa ha da dire questo talentuoso costruttore australiano in merito.

Q: Ciao Herny, puoi presentarti?
A: Mi chiamo Henry Pinto, 37 anni, di Sydney (Australia)

Q: Come è nata la tua passione per LEGO?
A: Ci ho giocato da bambino, poi la passione è rinata 5 anni fa quando il mio figlio più grande li ha portati in casa. Quindi mi sono messo a ricostruire sempre più seriamente e circa 3 anni fa sono entrato a far parte di SydLug (Il LUG di Sydney). Non compro set, mi serve tenere i soldi da parte per le MOC che faccio, che sono molto grandi.

Q: Quali sono le MOC delle quali sei più fiero?
A: La Sentinella degli Xmen e il Gundam.


Q: Quanto tempo ci hai messo per costruire il Gundam?
A: Circa 4 mesi, costruito principalmente la sera e nei weekend.

Q: Il Gundam sta in piedi senza problem io serve un supporto?
A: Sta in piedi senza problemi, ma come ogni modello a larga scala un supporto lo aiuta parecchio, andrebbe bene anche una base in cui si possano incastrare i piedi. Nonostante sia contento del fatto che stia in piedi, volevo farlo come un set Gunpla cioè posabile in pose dinamiche e di azione, come farlo volare o saltare.

Q: Puoi dirci le dimensioni del Gundam?
A: Sì è alto circa 90 cm e pesa 10 kg.

Q: Quanto ci hai speso?
A: Circa 1000 AUD (620€ NdT) ma parte di questo budget è anche per pezzi che non ho mai usato perché facendo costruzioni molto grandi non utilizzo tutti i pezzi che ordino, ne prendo sempre un po’ in eccesso.

Q: Come hai saputo che LEPIN ne voleva costruire uno?
A: Diversi miei amici nel continente asiatico hanno iniziato a scrivermi mostrandomi le immagini che LEPIN ha divulgato per vendere il loro materiale.

Q: Ti ha contattato qualcuno per proporti di vendere il Gundam?
A: Non ho ricevuto alcun contatto “sospetto” riguardante il Gundam. Nessuno mi ha proposto di venderlo.

Q: Pensi LEPIN possa realmente produrre il Gundam?
A: Onestamente no. Non credo possano creare un prototipo, figuriamoci un modello funzionante basandosi solo sulle mie foto. Ho fatto moltissimi cambiamenti sul modello nel corso della costruzione, perché gli arti sono molto pesanti e influenzano molto il modello stesso.

Q: E se ci riuscisse come ti sentiresti?
A: L’unica cosa che mi darebbe fastidio se LEPIN riuscisse a ricreare il mio modello sarebbe l’idea che qualcuno lo compri pensando che è proprio il mio e pensando che io sia coinvolto nella faccenda.

Q: Che consiglio ti sentiresti di dare agli AFOL a cui capiti una cosa del genere?
A: L’unico consiglio che mi sento di dare in una situazione del genere è di stare calmi e non lasciarsi abbattere. Non ho mai creato il Gundam per guadagnarci, piuttosto è stata una sfida personale e un tributo ad uno dei miei cartoni preferiti sia da bambino che da adulto.

Q: Cosa pensi degli AFOL che tolgono foto e istruzioni da internet per paura di situazioni simili?
A: Non credo che si possa impedire a LEPIN di rubare. Tuttavia se decidi di vendere le istruzioni su internet è perfettamente normale che qualche copiatore possa metterci le mani. Ciò detto non penso che quello che mi è capitato dovrebbe fermare qualsiasi persona dall’idea di condividere il proprio lavoro.

Q: Vuoi aggiungere qualcosa sulla faccenda?
A: Condividere progetti ed idee ci fa migliorare. La generazione attuale costruisce anche in base agli spunti forniti da quella precedente, percui ritengo molto importante condividere il proprio lavoro.

Q: Ti ringrazio. Anche per la calma e la pazienza sia per l’intervista che per la situazione. Non è da tutti.
A: Grazie. Benché tu abbia ragione, sono una persona sostanzialmente pacata, ti mentirei se non dicessi che sono rimasto un po’ scocciato quando l’ho scoperto. E’ stata però un’emozione passeggera perché mi sono ricordato che l’unica persona per la quale costruisco sono io stesso. E’ il mio hobby e sarebbe inutile dirigere la mia rabbia verso un’azienda senza volto. Non farebbe altro che sprecare le mie energie e renderebbe la mia vita frustrante. Soprattutto perché comunque penso che non potranno realizzarlo mai.

E con questo ringraziamo Henry Pinto per la sua intervista!
Shintaku

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